Commenti a Eravamo quattro amiche in chat

Mi ha colpito l’ imbastitura delle trame di ciascun personaggio che oscillava tra una dimensione di leggerezza ad una approfondita e dettagliata analisi dei sentimenti e dei vissuti…. Poi quella di Asia l’ho trovata, per alcuni tratti, rispecchiante!
L’epilogo molto duro ma reale ha confermato quel sotteso vissuto illusorio nella ricerca e conferma di un amore totalizzante e per certi versi ideale. Un po’ come giustamente ha rilevato Saverio Abruzzese, quando ha sottolineato l’inevitabile conseguenza di chi ha vissuto la confusione dei linguaggi affettivi e la violazione della propria intimità.
Sei una brava osservatrice dotata di un’ottima sensibilità nel decodificare vissuti difficili e così intimi… per poi saperli sapientemente mettere in scrittura!
Penso anche tu sia una bella amica e una bella persona molto più ricca di quanto non appaia di primo acchito conoscendoti!
Sapevo che avrei trovato un po’ di me ma non così tanto della mia ‘storia’, pur non essendo io una delle protagoniste.
Ho ritrovato parole situazioni emozioni e pensieri familiari , ho guardato da fuori quel che da dentro si nasconde consapevolmente. Ho girato l’ultima pagina con la convinzione che la parte perdente sia sempre quella maschile e che loro ne escano malconci piuttosto che vincitori.
Non sono e non sarò mai femminista e non amo le solidarietà per categorie ma …..ma devo riconoscere che noi donne siamo semplicemente più capaci , di tutto , ma sopratutto di amare.
L’amore esiste e va vissuto in ogni sua forma , così come viene ,purché sia amore vero , perché la gioia che regala riempie la testa e il cuore ma …ma non vive per sempre se non si nutre dello stesso amore
Grazie Patrizia , donna forte e meravigliosa , sensibile e buona ma , soprattutto intelligente e capace, hai aperto il baule della verità chiuso in una sezione blindata del mio cervello.
Lascio che i pensieri vaghino e aspetto di catturare quello capace di farmi determinata e saggia …ma la follia d’amore è un morbo difficile da sconfiggere
Grazie di cuore cara ti bacio tanto 
Nella dedica al libro hai scritto ” … che possa emozionarti…” . Altrochè mi ha emozionato non poco e mi ha fatto riflettere. Un libro davvero bello in cui mi ci sono ritrovata per tanti aspetti, perché, a volte, la realtà supera la fantasia. L’amore assoluto esiste ed è fortunato chi lo prova, ma allo stesso tempo procura tanto dolore.. come scrivi tu rimane il dono di averlo incontrato! E questo deve consolare… ma rimane l’amarezza per quanto non si è riusciti a “costruire” e per la consapevolezza che difficilmente si avrà il coraggio di provare un nuovo amore assoluto…
L’amica di una delle protagoniste di ERAVAMO QUATTRO AMICHE IN CHAT scrive:
Come è strano durante la lettura di “un” libro, avvertire una strana sensazione di conosciuto… e sentire nello stomaco che frammenti della tua stessa vita e dei tuoi stessi ricordi sono li…. parola dopo parola si ricostruisce una piccolissima parte del tuo passato… aspettare parola dopo parola che qualcuno racconti involontariamente parte della tua vita… sorridere per gli stessi e identici ricordi e per gli stessi e identici dolori… scoprire un’altra prospettiva del tuo stesso vissuto… e soprattutto pensare che e nello stesso tempo in cui venivano vissuti noi eravamo lì….
ma non c’eravamo ancora…
Leggere “Eravamo quattro amiche in chat” vuol dire volare tra i sentimenti e le emozioni delle protagoniste, planare fin sulle nuvole per poi scendere in picchiata ed aprire per tempo il paracadute dell’amicizia che ci salva sempre…e per sempre…forever
Ho letto con immenso piacere e quasi d’un fiato il nuovo romanzo di Patrizia Rossini. È stata una lettura coinvolgente, appassionante, emozionante sia per lo stile di scrittura delicato e lieve ma nello stesso tempo incisivo, capace di definire e delineare situazioni di vita nelle quali tutti si possono ritrovare, sia per le storie raccontate, storie che hanno un comune denominatore: l’amore. L’ amore che si abbina indissolubilmente al dolore, l’amore che diventa una scommessa nella quale il dolore rientra in eguale misura e restituisce sofferenza nella stessa misura in cui ha donato felicità, l’ amore che acquisisce aggettivazioni diverse (amore negato, amore possessivo, amore nascosto, amore violento,amore egoista, amore gioioso). Le vicende che vivono Asia, Betty, Lisa e Marta non le vedo legate dall’erotismo, così come dice il dottor Abruzzese (che mi permetto di contraddire), ma da una domanda: quanto permettiamo all’amore di controllare la nostra vita? E soprattutto PERCHÉ permettiamo all’amore di diventare così importante nella nostra vita? Perché il binomio amore – dolore é così ” naturale”? L’amore negato da un padre impedisce ad Asia di vivere la gioia dell’ amore della sua vita, l’amore possessivo di uomini mariti e/o amanti non lascia vivere scelte di indipendenza di Lisa e Betty, l’amore egoista di Paolo che cerca una madre per suo figlio e “usa” Marta. Tutto mi fa tornare continuamente la domanda: PERCHÉ l’amore è il sentimento “vitale” cioè che dà vita, e quindi anche morte? Perché l’esistenza di ciascuno di noi è ” alimentata ” dall’amore?
Ho appena finito di leggere “Eravamo 4 amiche in chat”. Libro scritto benissimo, che si legge in un fiato, in cui è facile riconoscersi.
Frammenti della vita di 1, 4 o forse di 100 persone…poco importa. C’è dentro tutta la normalità della quotidianità e la patologia dell’amore di chi vive senza mai risparmiarsi!
Mettendo da parte le storie che oggigiorno definirei purtroppo tutte simili ciò che ho ammirato è stata la tua bravura nel descrivere lo stato d’animo delle protagoniste ; quanto ci si possa sentire dilaniate di fronte a un “non amore” : tristezza rabbia stizza paura orgoglio insicurezza e fragilità . È stato tutto colto nel segno . Reputo il libro anche come un invito a credere nell’amore quello vero , quello sano. Il no sense è distruttivo.
A “eravamo quattro amiche in chat” e alle “tante me” che ho incontrato leggendo questo meraviglioso libro…
Ho appena finito di leggere il libro.  È stato un viaggio di vita emozionante, dall’inizio alla fine. Molto “particolare” poi quel passaggio sulla spedizione del pacco con le pietre. Mi sono quasi sentita tirata in ballo…
Ho finito di leggere il tuo libro …. Bello e intenso allo stesso tempo.Ogni tanto ripenso alle storie che hai narrato …storie comuni a tutti…ognuno di noi potrebbe ritrovarsi almeno una volta nella vita ….ma la morale del libro quale sarebbe ? “Fai attenzione all’amore …perché ti chiede sempre il conto prima o poi” ?
Mi sa che hai proprio ragione ….per amore , qualunque esso sia, bisogna essere disposti a soffrire ( come dice una famosa canzone di Cesare Cremonini ( figlio di un re) che ti consiglio di ascoltare se non la conosci .
Comunque è stato bello leggerti Patrizia .
Un libro che si legge tutto d’un fiato e che fa venire la pelle d’oca e voglia di innamorarsi.
Un libro realmente biografico o sognato ad occhi chiusi?
Chissà…
Quel che mi è apparso è un percorso in cui l’Amore è ricerca di perfezione sublime, tentativo estremo di fermare attimi emozionali da consegnare all’eternità, nella ricerca di una felicità pura e mai pienamente attingibile, nel vano tentativo di superare i limiti della vita quotidiana.
L’ho percepito triste e amaro, talvolta ho intimamente sofferto. Il libro, infatti, riesce a tratti a riportare a galla talune situazioni che credo ogni donna abbia vissuto, almeno in un periodo della propria vita, trattando il tema dell’amore come malattia che condiziona infelicemente la vita umana. Da qualsiasi punto lo si voglia vedere si ripercorre la ricerca di una irraggiungibile felicità che sicuramente non risulta appagata all’interno del libro dalla passione amorosa che travolge variamente, in presenza o in assenza, le protagoniste del libro, segnate sicuramente dai personali vissuti, propri della condizione femminile, ma riflettendosi sui personaggi maschili, che mi sembra vivano una condizione più “comoda”, ma non meno desolante e amara. L’amore come passione certamente è sofferenza. Emergono, tuttavia, anche altre soluzioni di vita: la strada del rifiuto oppositivo di Asia, a cui l’esistenza sembra aver indicato un cammino diverso, la convinzione di non doversi assoggettare a nessuno, perché ogni uomo l’avrebbe comunque delusa o il trasferimento della passione nel desiderio di suggellare una propria continuità biologica, che porta a sublimare lo stesso rapporto padre/figlia come nel caso di Marta.
L’audacia con cui le quattro donne ricercano o rifiutano a tutti i costi l’Amore me le ha fatte apparire in una condizione di eterna adolescenza, di vitalismo esacerbato e di una ricerca costante di perfezione ideale, volta a suggellare attimi di eternità che non possono essere appagati nella fragile e precaria condizione umana.
E anche le pietre, le ho percepite come il tentativo simbolico di afferrare e cristallizzare l’immutabile eterno, il porto quiete che si oppone allo scorrere inesorabile degli eventi e al divenire mutevole delle cose.
Nessuno ha ricette sicure riguardo all’Amore. È forse per questo che come me, andando oltre le minuziose descrizioni intime ed erotiche degli approcci amorosi, che sicuramente balzano prorompenti, credo che ogni lettore possa trovare all’interno di questo libro, uno spazio autentico di riflessione. Non è forse questo il fine di un buon libro?
Raccontare l’amore, la passione e il dolore in ogni pagina di un libro che si legge in un battito d’ali. Storie di donne, quattro storie, (che siano vicine o lontane dal tuo vissuto non importa,perché riescono a coinvolgere sempre), e un finale che non ti aspetti. Bello .
Quando compro un libro, chi mi conosce bene sa che i libri o li leggo o “li divoro”
“Eravamo 4 amiche in chat” di Patrizia Rossini, ed. Gelsorosso, è un libro che ” ho divorato”, significa che l’ho letto in tempi brevi, anzi brevissimi. Non potevo interrompere la lettura, per non interrompere l’emozione che stavo provando …, l’autrice, nella sua dedica, mi ha scritto un auspicio che si è realizzato.
Il libro parla della storia di 4 donne, in realtà, leggendo, ti rendi conto che la storia è di tante altre donne , presenti nel libro, ognuna delle quali, avrebbe da raccontare la storia, secondo il proprio punto di vista …
Le storie di queste 4 donne (Lisa, Asia, Marta e Betty) , seppur diverse nel loro vissuto, si intersecano in un rapporto di amicizia, fatto di consigli, simpatia, ammiccamenti alla vita e tanto altro ancora …
Il leitmotiv che è presente in tutte le storie e le lega, ora con filo lineare, ora aggrovigliato, è l’Amore.
“Tutte e quattro alle prese con l’amore, in maniera diversa, ma tutte e quattro consapevoli che non si può scegliere di chi innamorarsi, è l’amore che sceglie senza tener conto se è il momento opportuno … ti sceglie e basta”
L’Amore agognato che fa dire a Lisa: “L’unica chiave che ha aperto la mia stanza a l’unico uomo che ne è stato capace”
La ricerca dell’Amore che fa dire a Asia:”Ognuno ha diritto a un pensiero felice quando si alza, ma io non ce l ’ho e, forse ho paura di averlo”
L’Amore che fa dire a Marta: “L’amore porta sempre con sé anche il dolore, ma vale la pena di essere vissuto comunque, non si può vivere dietro una nuvola per paura di farsi bruciare dal sole, non si può vivere dietro un muro per evitare di scoprirsi, si vivrebbe a metà”
L’Amore disperato che fa pensare a Betty: “Forse l’Amore è una forma di pazzia, l’unica persona che può darci sollievo e l’unica persona a cui non possiamo rivolgersi”.
Non voglio aggiungere altro, ogni lettore, come me, riuscirà a trovare le frasi più congeniali per la descrizione di queste donne e mi riferisco in particolar modo alle lettrici, che come donne potranno identificarsi, nei personaggi letti, a secondo dell’Amore vissuto. Ma oltre l’identificazione, ognuna troverà le amiche di riferimento, e si renderà conto che, i consigli profusi, a secondo dei casi, a Lisa, Asia, Marta e Betty, sono gli stessi che si dicono tra amiche che vivono situazioni simili.