IL BORGO

 

L’angolo della lettura

 

a cura di Fabio D’Aprile  

 

Patrizia Rossini, Travolta da uno tsunami, Edizioni Adda

 

«Questo mio scritto vuole essere la testimonianza di una giovane donna che, dalla diagnosi inaspettata di carcinoma mammario in poi, ha fatto un percorso di malattia e di guarigione» – così l’autrice, ad indirizzare il lettore che sfoglierà le sue pagine. Non invenzione letteraria,testimonianza. Orrore vissuto e sconfitto. In una mattina di luglio, Patrizia Rossini, infatti, comincia la sua battaglia contro il male innominabile, lo «tsunami», il cancro. Si potrebbe sommariamente obiettare che di storie di irreparabili sofferenze, vendute ad ogni ora da improvvisati talk-show, se ne potrebbe fare a meno. Ma questo libro bisogna leggerlo, perché la finezza – il salto di qualità – sta proprio nell’evitare ad ogni costo il tono melodrammatico, la maschera di autocommiserazione. Ciò che arriva al lettore è una grande dignità, una fiera statura morale, che seppur s’intacca nei fisiologici momenti di sconforto, è sempre pronta a gridare io ce la farò, ad attingere a «quella forza che non conoscevo, quella che tutti abbiamo dentro e che non sappiamo di avere sino a che la vita non ci mette nelle condizioni di tirarla fuori». A confermare questa dignità c’è la rabbia. C’è il «Tanto non è a te, è a me!», che diventa il leitmotiv delle pagine più emozionanti del testo, scagliato contro tutta l’ipocrisia di chi lo «tsunami» lo vede in cartolina e spende buone parole da samaritano prezzolato. Per concludere: «Patrizia deve combattere questa battaglia senza mai distrarsi, non perdendo mai di vista quella piccolissima lucina in fondo al tunnel, prestando attenzione ad ogni minimo cambiamento, la lucina impercettibilmente diventa sempre più vicina, è vitale notarlo!».Una luce che vuole diventare fiaccola da passare di testimone in testimone, per portare ad ogni donna, schiaffeggiata dalla stessa «onda gigantesca» di disperazione, una voce di solidarietà costruttiva.

IL BORGO  22 luglio 2008